Per chi ha visto questo film documentario sa di cosa sto parlando. E' impressionante quello che riesce a fare la natura, sempre piu stupefacente. Questi pinguini imperatore che per deporre le uove marciano per mesi in mezzo al ghiaccio, al freddo, all'inverno, stanno mesi senza cibo "solo" per deporre l'uovo in un determinato posto sono davvero incredibili. E' magico come riescano sempre a ritrovare lo stesso luogo per la cova anche se i ghiacci e gli iceberg si spostano di continuo facendo in modo che non esistano punti di riferimento. E' stupendo il vedere come per far nascere e crescere il loro pulcino si sacrifichino cosi , sfidando ogni singolo minuto la morte , vuoi per la fame, per il freddo , per le marce avanti e indietro per migliaia di chilomentri dall'oceano al "nido" solo per mangiare, per i carnivori che li cacciano e altri pericoli. E spesso , forse troppo , tutte queste fatiche sono vane , anche per un solo secondo di distrazione: l'uovo lasciato al freddo un secondo di troppo, la madre o il padre che arrivano troppo tardi con il cibo, lo scivolone di un piccolo in una crepa, e tante altre piccolezze cosi importanti e fatali. Mi chiedo perche la natura li obblighi a fare tutto questo , questa marcia che ha dell'incredibile, mi chiedo se non ci sono altri posti piu vicini e facili da raggiungere per procreare... Cosa spinge ogni anno i pinguini ad andare proprio lì , e non in un altro luogo meno ostile. Sono cose che sembrano assurde per un ragionamento umano e logico, eppure alla fine una motivazione c'è sempre, solo vorrei scoprirla, vorrei davvero sapere cosa quel luogo ha di speciale da costringere un'intera razza a tutta quella fatica.
mercoledì 31 ottobre 2007
La marcia dei pinguini
Per chi ha visto questo film documentario sa di cosa sto parlando. E' impressionante quello che riesce a fare la natura, sempre piu stupefacente. Questi pinguini imperatore che per deporre le uove marciano per mesi in mezzo al ghiaccio, al freddo, all'inverno, stanno mesi senza cibo "solo" per deporre l'uovo in un determinato posto sono davvero incredibili. E' magico come riescano sempre a ritrovare lo stesso luogo per la cova anche se i ghiacci e gli iceberg si spostano di continuo facendo in modo che non esistano punti di riferimento. E' stupendo il vedere come per far nascere e crescere il loro pulcino si sacrifichino cosi , sfidando ogni singolo minuto la morte , vuoi per la fame, per il freddo , per le marce avanti e indietro per migliaia di chilomentri dall'oceano al "nido" solo per mangiare, per i carnivori che li cacciano e altri pericoli. E spesso , forse troppo , tutte queste fatiche sono vane , anche per un solo secondo di distrazione: l'uovo lasciato al freddo un secondo di troppo, la madre o il padre che arrivano troppo tardi con il cibo, lo scivolone di un piccolo in una crepa, e tante altre piccolezze cosi importanti e fatali. Mi chiedo perche la natura li obblighi a fare tutto questo , questa marcia che ha dell'incredibile, mi chiedo se non ci sono altri posti piu vicini e facili da raggiungere per procreare... Cosa spinge ogni anno i pinguini ad andare proprio lì , e non in un altro luogo meno ostile. Sono cose che sembrano assurde per un ragionamento umano e logico, eppure alla fine una motivazione c'è sempre, solo vorrei scoprirla, vorrei davvero sapere cosa quel luogo ha di speciale da costringere un'intera razza a tutta quella fatica.
martedì 30 ottobre 2007
Iniziare...
Iniziare con un blog... non so nemmeno io il perchè reale... forse solo la voglia di mettere per iscritto le mie emozioni e sensazioni della giornata e del momento... bho chissà
Sta di fatto che ho finito una serie di un libro fantasy di un'autrice italiana, Fabiana Redivo, la saga di Derbeer dei mille anni. Durante tutte le avventure di questo mago portentoso ma comunque sempre con sentimenti e difetti estrememante umani, mi sono affezionata parecchio ai personaggi (piu o meno importanti ) forse perchè cosi simili alla realtà , così "umani". Proprio come nella vita reale hanno commesso errori , piu o meno gravi , con relative conseguenze , anche disastrose e dai risvolti davvero molto tristi. Però la cosa percui ammiro il protagonista Derbeer è che nonostante tutto è sempre andato avanti , tenendo duro fino alla fine della sua lunga vita (1000 anni e sta ceppa se non è lunga). Ovviamente una vita cosi lunga ha piu contro che pro : per quanto in 1000 anni puoi fare tantissime cose vedrai morire uno dopo l'altro i tuoi cari , il tutto in un lungo e terribile ciclo. Almeno, come praticamente ogni saga e libro, ha un finale "felice" o comunque tutto va al suo posto e non verso la distruzione. Solo che leggendo l'ultima pagina , le ultime righe, la parola "fine" e chiudere il libro mi hanno travolto parecchie emozioni. Mi è capitato davvero poche volte di affezionarmi cosi tanto a una storia, a dei luoghi, a dei personaggi inventati , ma quando ho chiuso l'ultimo libro ho provato una stranissima emozione che non saprei definire, forse un misto di abbandono perchè la storia è finita, di delusione e non saprei che altro ... Finendo altre saghe mi è capitato di dirmi : "oh che bello è finita bene , è stata avvicnente ecc..." ma mai un emozione cosi reale, cosi intensa... Mah, bravo chi mi capisce che non mi capisco nemmeno io >.<
Sta di fatto che ho finito una serie di un libro fantasy di un'autrice italiana, Fabiana Redivo, la saga di Derbeer dei mille anni. Durante tutte le avventure di questo mago portentoso ma comunque sempre con sentimenti e difetti estrememante umani, mi sono affezionata parecchio ai personaggi (piu o meno importanti ) forse perchè cosi simili alla realtà , così "umani". Proprio come nella vita reale hanno commesso errori , piu o meno gravi , con relative conseguenze , anche disastrose e dai risvolti davvero molto tristi. Però la cosa percui ammiro il protagonista Derbeer è che nonostante tutto è sempre andato avanti , tenendo duro fino alla fine della sua lunga vita (1000 anni e sta ceppa se non è lunga). Ovviamente una vita cosi lunga ha piu contro che pro : per quanto in 1000 anni puoi fare tantissime cose vedrai morire uno dopo l'altro i tuoi cari , il tutto in un lungo e terribile ciclo. Almeno, come praticamente ogni saga e libro, ha un finale "felice" o comunque tutto va al suo posto e non verso la distruzione. Solo che leggendo l'ultima pagina , le ultime righe, la parola "fine" e chiudere il libro mi hanno travolto parecchie emozioni. Mi è capitato davvero poche volte di affezionarmi cosi tanto a una storia, a dei luoghi, a dei personaggi inventati , ma quando ho chiuso l'ultimo libro ho provato una stranissima emozione che non saprei definire, forse un misto di abbandono perchè la storia è finita, di delusione e non saprei che altro ... Finendo altre saghe mi è capitato di dirmi : "oh che bello è finita bene , è stata avvicnente ecc..." ma mai un emozione cosi reale, cosi intensa... Mah, bravo chi mi capisce che non mi capisco nemmeno io >.<
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